lunedì 6 maggio 2019

Focaccine Americane



Queste buonissime focaccine sono ideali per la colazione o per l'ora del the'.
Da provare assolutamente farcite con il burro o la nutella per renderli ancora piu golosi.

Ingredienti:

225 gr di farina 00
3 cucchiaini di lievito in polvere
1/2 cucchiaino di sale
2 cucchiai di zucchero semolato
2,4 dl di latte
1 uovo
2 cucchiai di burro fuso

Procedimento:

1) portate il forno a 220 gradi.
2) ungete 12 stampini piccoli ma con i bordi alti
3) setacciate in una terrina la farina con il lievito e il sale
4) aggiungete zucchero, latte, uova e burro miscelando con cura

Infine distribuite l'impasto negli stampi (vanno bene in caso anche quelli per i muffin) , senza riempirli fino all'orlo.
Infornare e cuocere per 25-30 minuti.


martedì 30 aprile 2019

Maids of Honor


Secondo la leggenda queste crostate alla crema furono inventate nel XVI secolo nelle cucine di Hampton Court Palace, vicino a Londra, dove la ricetta veniva serbata dentro ad un baule di ferro.
Il re enrico VIII li adorava e le chiamava "Maids of Honor" come le damigelle di onore che gliele servivano. Si narra che la damigella che invento la ricetta non potesse lasciare il palazzo, e che dovesse preparare solo per il re questi dolci, che tradizionalmente erano a base di patate schiacciate e latte cagliato .

Un altra leggenda racconta che questi famosi dolcetti venivano preparati dalla sfortunata Anna Bolena , madre di Elisabetta I, per compiacere Enrico VIII.

Altri dicono che erano preparati per Anna dalle sue damigelle.

Ingredienti:

1 rotolo di pasta sfoglia (circa 250 grammi )
250 gr di ricotta
3 cucchiai di zucchero semolato
la scorza di un limone grattugiata
2 cucchiai di succo di limone
1 cucchiaino di brandy
50 gr di farina di mandorle
1 uovo grosso
1 tuorlo di uovo
1 pizzico di noce moscata

Procedimento:

Per prima cosa prepariamo la farcitura:
metto in una ciotola la ricotta, lo zucchero, il succo di limone, il brandy, la farina di mandorle, l'uovo intero e il tuorlo e infine inserisco la noce moscata e la buccia di limone grattugiate. 
Mescolo tutto in modo da ottenere un farcitura cremosa. 

A questo punto taglio dei cerchi di pasta sfoglia all'incirca un po' più larghi del diametro di un bicchiere e li inserisco negli stampini dei muffin o nei pirottini per maffin quelli di alluminio per formare dei cestini di pasta sfoglia che vado a riempire con un paio di cucchiaini di farcitura. 

Metto in forno a 200 gradi per una mezz'oretta o fino a che non appaiono belli gonfi e dorati. 



lunedì 29 aprile 2019

Avventure delle ragazza cattiva di Mario Vargas Llosa



I protagonisti di questo romanzo sono due peruviani che vivono in molti luoghi, ma dei quali , nonostante abbiano preso la cittadinanza, non si sentono veramente appartenere. 

Entrambi non hanno avuto un vero legame familiare. 
Ricardo è stato accudito dalla zia prima e dallo zio poi, dopo la morte della zia, mentre la Niña mala ha sempre rinunciato di accettare la sua famiglia per via delle umili condizioni in cui l’hanno cresciuta. 

La giovane Niña mi è apparsa una persona cresciuta in un ambiente poco affettuoso , 
la figura materna e solo citata nel libro, mentre il padre, anche lui un po alla stessa maniera della figlia , si guadagna da vivere inventandosi una sorta di ruolo di veggente, che per vivere consiglia o meno la predisposizione di un luogo alla costruzione di frangiflutti  a degli ingegneri che ne hanno richiesto la consulenza a quest’uomo che si proclama una specie di santone. 

Pertanto , il padre, al pari della figlia, per vivere si inventa un ruolo senza farsi tanti scrupoli. 

Il vero nome della Niña mala è Otilita, un nome  non particolarmente bello e che non è indice ne di intelligenza , ne quanto meno di una ragazza bella e ricca. 

Per cui, da subito la piccola avverte la necessità di cambiare il proprio nome , ovvero la propria identità, nell’obiettivo di vivere una vita agiata diversa da quella che gli possono offrire i suoi genitori e la sua terra. 

Naturalmente, essendo una ragazza di umili origine, crede che l’unica via sia quella di sposare uomini ricchi per ottenere una vita agiata e ricca di sfarzi. 

Cambiando il suo nome ha rinunciato ad essere Otilita e ha iniziato ad essere ciò che i suoi mariti volevano che lei fosse, assumendone quindi anche i loro nomi.

Il suo motto è stato io sono la donna che tu vuoi fino a raggiungere estreme conseguenze di questo adattarsi all’uomo che la possedeva, ed è solo quando arriva a toccare veramente il fondo di questo suo modo di vivere,  che una parte di lei riesce a sottrarsi a tale ruolo che l’avrebbe portata alla morte , l’avrebbe annullata in tutte le sue identità e, come un cane randagio , torna tra le braccia della sola persona che conosce la sua vera identità e sa accoglierla con un amore onesto, paziente e fedele. 

Ma siccome lei è una donna che ha un male dentro , cosi come accade ad un tossicodipendente che in fase di riabilitazione tradisce il suo tutore,  ricomincia a comportarsi come prima, e ritorna ad essere la Niña mala di sempre , anche perché credo sia l’unica identità in cui lei si riconosce. 

Al suo male interiore lei non può sottrarsi e piano piano questo male vin fuori anche fisicamente segnando il suo corpo in modo indelebile. 

Ricardo è completamente plagiato da questa donna , e ogni volta che la incontra non riesce a sottrarsi dal ricostruire una dinamica di amore malato. 

Come accade nella sindrome di Stoccolma  dove la vittima durante i maltrattamenti prova un sentimento positivo nei confronti del proprio oppressore che può spingersi fino all’amore o alla volontaria sottomissione instaurando in questo modo una sorta di alleanza e solidarietà tra vittima e carnefice, qui,  accade la stessa alleanza. 
Un alleanza che si instaura sia tra Ricardo e la Niña mala, dove la vittima è Ricardo, 
 e tra la Niña mala e Fukuda , dove qui invece la vittima è la Niña mala in una sorta di autopunizione e replicarsi di uno schema che la ragazza fa rivivere ogni volta a Ricardo e, che in modo molto più crudele,  lo vive su se stessa a sua volta.  


E’ come se i due personaggi fossero le due parti,  la buona e la cattiva, la vittima e il carnefice, di una stessa medaglia, ecco perché secondo me quando si incontrano si possono RICONOSCERE , loro hanno al loro interno lo stesso dolore e nell’istante in cui sono assieme sono gli unici che hanno consapevolezza della propria identità , loro sanno Chi Sono. 

mercoledì 24 aprile 2019

Vivian Maier




Oggi voglio parlarvi di  una fotografa di cui ho visto un documentario di recente.
Una donna riservatissima che per tutta la sua vita ha nascosto al mondo sia le sue foto che anche le origini della sua famiglia.

Questa fotografa è Vivian Maier.

E' nata il 1 febbraio del 1926 a New york anche se per molti era la " francese".
Infatti mentre suo padre era un americano , nato da una famiglia di emigranti austriaca, sua madre era una donna di origini francesi, pertanto lei aveva assunto un accento strano che ricordava quello francese.

Ha lavorato  per circa 40 anni come tata per le famiglie benestanti di New York , Los Angeles e Chicago.

 Il lavoro di tata era solo un pretesto per avere un tetto, del cibo e una paga, dal momento che ogni suo attimo libero, ogni sua passeggiata con i bambini che seguiva, si tramutava in una ricerca ossessiva di scatti che ritraevano la città in cui viveva , la gente , la cultura in cui lei era immersa.

I suoi scatti sono rappresentativi di una fotografia di strada pura, senza nessuna posa.

Chi l'ha conosciuta racconta che era una donna molto alta, per cui non mi è difficile pensare a questa donnona che ti si piazza davanti con la sua Rolleiflex e scatta la sua foto con la determinazione che solo lei puo avere.

Di certo la Rolleiflex essendo una macchina a pozzetto, da tenere appesa al collo mentre si scatta,  l'ha aiutata nel suo intento di fotografare la gente per strada.

Nel documentario si citano anche alcune interviste che la Maier faceva alle persone in giro per la città,  o per i supermercati da lei frequentati , su tematiche di attualità riportata sui giornali a quei tempi.

Il suo vasto lavoro durato almeno 40 anni è stato scoperto da John Maloof , un ragazzo americano
che stava facendo una ricerca sulla città di Chicago negli anni 30' e 40' e cosi, si è ritrovato a comprare all'asta delle scatole e valigie che poi ha scoperto appartenere a Vivien Maier.

Si puo dire che Vivien è per la fotografia ciò che Emily Dickinson è stata per la poesia , ovvero entrambi delle artiste eccelse, ma entrambi hanno nascosto al mondo il proprio potenziale.

Penso che in queste persone risiede la vera vena artistica , quell'arte che per Essere non si è mai venduta, mai esibita, ma è stata Arte fin dall'inizio. Arte intesa come esigenza profonda per vivere.




mercoledì 28 ottobre 2015

Finalmente la mia prima Mugcake!

Ecco una deliziosa merenda facile facile !!! Mug cake con mela e pezzetti di cioccolata ...
Ingredienti:
3 cucchiai di zucchero di canna 1 cucchiaino di lievito per dolci
Qualcge pezzetto di cioccolta
3 cucchiai di olio di semi
3 cucchiai di latte

Procedimento 
Direttamente nella tazza unite tutti gli ingredienti in polvere: farina, zucchero, lievito.
Poi la cioccolata e la mela a tocchetti e infine, incorporate i liquidi. Mescolare il tutto infilare la tazza nel microonde. Cuocere per 2 minuti a temperatura media: se trascorso il tempo l’impasto risulta ancora liquido e denso, cuocete per altri 30 secondi fino a quando non vedrete la superficie bella compatta (ma attenzione a non far bruciare il fondo!). Spolverate con zucchero a velo e la vostra deliziosa mugcake è pronta!

martedì 27 ottobre 2015

Ancora libri!

Stamattina ho appena iniziato questo libro. Non ho mai letto nulla di banana yoshimoto, ma il titolo mi ha immediatamente colpita e cosi ho deciso che dovevo leggerlo. 

"La vita è un viaggio, e come tutti i viaggi si compone di ricordi. In questo libro, Banana Yoshimoto raccoglie preziosi frammenti di memoria e ci porta con sé, lontano nel tempo e nel mondo. Dalle emozioni del primo amore alla scoperta della maternità, dalle piramidi egiziane alla Tokyo degli anni settanta. Con la consueta leggerezza della sua scrittura, ricostruisce le emozioni dell'esistenza a partire da un profumo, da un sapore, da un effetto di luce o dal rumore della pioggia e del vento. E così che una pianta di rosmarino ci trasporta da un minuscolo appartamento di Tokyo al tramonto luccicante della Sicilia, e che un contenitore pieno di alghe diventa l'occasione per esplorare il dolore della perdita. I pensieri in libertà di Banana Yoshimoto ci accompagnano fino al centro del suo mondo letterario e lungo il nostro personale "viaggio della vita", fatto di promesse e di incontri, di stupore e di meraviglia, di malinconia e di sofferenza. Dalle pagine di questo libro, l'autrice ci invita a riappropriarci del nostro tempo e a non perdere mai la fiducia negli altri esseri umani, perché quello che rimane, al termine del più difficile dei viaggi, è il riflesso nella nostra memoria di ogni singolo giorno vissuto"

Cioccolata al microonde

Ingredienti
250 ml di latte intero
2 cucchiaini di cacao amaro o in alternativa 2 cubetti di cioccolato fondente al 90%
Vanillina o essenza
2 cucchiaini di zucchero
3 cucchiaini di fecola di patate o in alternativa di farina

Procedimento:
Mettere in una tazza tutti gli ingredienti e mescolare bene.
Mettere la tazza nel microonde a massima potenza per 1 minuto.
Dare una mescolata al contenuto per amalgamare qualche piccolo grumo che si e formato e rimettere al microondeper un altro minuto sempre a massima potenza.
Mescolare bene il tutto, lasciare raffreddare qualche minuto e gustare!!!